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Bioedilizia e Bioarchitettura in Giappone

La più violenta scossa sismica in Giappone, 8.9 gradi della scala Richter equivalente a 12 gradi della scala Percalli. Se pensiamo esclusivamente al terremoto, tralasciando per quanto possibile lo tsunami e il drammatico problema nucleare di questi giorni, il Giappone, ha tutto sommato retto. I danni sono stati limitati grazie alla tradizione anti sismica del paese asiatico dovuta alla frequenza dei terremoti in quest’area. Il segreto degli edifici giapponesi, sono per la maggior parte rimasti indenni da scosse elevatissime, dipende dai materiali impiegati per costruire gli edifici, che sono tutti molto recenti e costruiti con criteri d’avanguardia. Particolare attenzione viene impiegata, ad esempio nel monitorare costantemente il rapporto tra il cemento e il ferro utilizzati. Inoltre la tecnologia antisismica nel Sol Levante è all’avanguardia, si pensi agli isolatori sismici che sono posti tra le fondamenta e l’edificio a mo di “pattini” e che permettono agli edifici di resistere alle oscillazioni in quanto evitano di trasferire energia dal terreno alla costruzione. Bisogna poi dire che la regolarità in pianta e in elevazione degli edifici, permette di resistere maggiormente ai terremoti in quanto, ad esempio un edificio a pianta quadrata risulta molto più sicuro di uno a pianta irregolare. L’altezza poi non rappresenta un fattore di rischio di per sé, è importante la regolarità delle “masse in altezza”. Un ulteriore elemento capace di fare la differenza in questi casi è la qualità del terreno che si differenzia molto tra le varie zone nella capacità di amplificare le onde sismiche e, dunque, a parità di scossa e di edifici, far variare i danni.

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